Finalmente anche l’Italia ha una legge contro lo spreco alimentare. Ieri con il sì del Senato la norma è stata varata definitivamente. Sarà più facile per gli esercizi pubblici donare cibo invenduto. «La legge è articolata, e considera anche aspetti che in questi anni hanno creato difficoltà – spiega la parlamentare Pd Maria Chiara Gadda, prima firmataria della proposta – abbiamo chiarito che il pane può sicuramente essere donato nell’arco delle 24 ore dalla sua produzione; si è ribadita la differenza tra la data di scadenza e il “termine minimo di conservazione” (la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”), e sarà possibile donare i prodotti confiscati, purché buoni e sicuri.

Un taglio alla burocrazia inutile

Vogliamo che la donazione sia strutturale, quotidiana, ogni volta che si genera eccedenza – spiega la deputata – e la via maestra è quella di togliere burocrazia inutile, come ad esempio la dichiarazione preventiva 5 giorni prima della consegna. Ora basterà un documento di trasporto, o un documento equipollente, in grado di consentire la tracciabilità del prodotto o una dichiarazione riepilogativa a fine mese, solo nel caso l’importo della donazione superi i 15.000 euro».

Dimezzare gli sprechi in dieci anni

Secondo le stime – aggiunge Gregorio Fogliani della Onlus Qui Fondation attiva dal 2007 con il progetto Pasto Buono per il recupero delle eccedenze alimentari – questa legge potrebbe dimezzare il volume degli sprechi nel giro di dieci anni: è stato calcolato che se tutti i pubblici esercizi italiani mettessero a disposizione le loro eccedenze, con una media di 20 pasti al giorno, si potrebbero addirittura distribuire 7 milioni di pasti quotidianamente.

«Lo spreco migliore è quello che non si fa: finalmente anche l’Italia si è dotata di una normativa per il recupero degli sprechi – spiega Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market – siamo fieri che il testo raccolga esperienze e ricerche prodotte in oltre 15 anni, oltre alle linee guida del Piano Nazionale per la Prevenzione degli sprechi alimentare (PINPAS) convocato due anni fa a Roma. Ma adesso è urgente che si favoriscano azioni per la prevenzione degli sprechi, e che la nuova normativa si doti di obiettivi chiari e verificabili».

Incentivi anche su packaging e family bag per gli avanzi al ristorante

Al contrario della legge anti-spreco approvata dalla Francia in febbraio il provvedimento italiano punta agli incentivi piuttosto che alle penalizzazioni. Può donare le eccedenze qualsiasi soggetto economico (esercizi commerciali, supermercati, ristoranti, imprese). Sono stati stanziati anche nuovi fondi: 2 milioni per il 2016 al Tavolo Indigenti e un milione a testa a due fondi che si occuperanno di packaging innovativo e anti-spreco e per la promozione presso i ristoranti delle cosiddette Family bag (per consentire ai clienti di portare a casa gli avanzi).

Un anno europeo contro gli sprechi?

Segrè, che presiede da tre anni il Comitato tecnico-scientifico del ministero dell’Ambiente per il Programma nazionale di prevenzione degli dei rifiuti e dello spreco alimentare chiede all’Italia «di farsi parte attiva nel rilancio di una richiesta essenziale: la proclamazione dell’Anno europeo per la lotta contro lo spreco alimentare, un appello che sin dal 2010 rivolgiamo alla Commissione europea attraverso la campagna di sensibilizzazione Spreco Zero. E che il 2025 diventi anno chiave per il dimezzamento degli sprechi alimentari anche nel nostro Paese, come indicato dalla Risoluzione europea 2012 che aveva recepito gli obiettivi della Dichiarazione Congiunta Spreco Zero promossa nel 2010 da Last Minute Market».

Articolo di Il Sole 24 Ore del 03-08-2016